L’industria automobilistica non è estranea ai cambiamenti, ma la velocità, la portata e la complessità di ciò che sta accadendo ora sta costringendo rivenditori, OEM e partner tecnologici a ripensare a quanto siano realmente preparati.
In un recente episodio di Drivetime, il podcast globale di tecnologia automobilistica promosso da Keyloop, il conduttore Jacqui si è seduto con Niel Hiscox, responsabile di Universes Media e Clarify, per esplorare ciò che sta realmente accadendo sotto i titoli dei giornali nella vendita al dettaglio di automobili a livello globale.
Da disconnesso tecnologia dei concessionari e l’incertezza dell’intelligenza artificiale, la rapida ascesa degli OEM cinesi e la realtà dell’adozione dei veicoli elettrici, la conversazione si concentra su un tema chiaro: il ritmo del cambiamento sta aumentando e la preparazione è più importante della previsione..
Ecco i punti salienti.
Rivenditorenave tecnologia non è fallimentare, ma non è allineata
Uno dei dati più chiari emersi dallo studio studio di Clarify sulla tecnologia per il commercio al dettaglio automobilistico in Canada (CART) è che l’insoddisfazione dei concessionari nei confronti della tecnologia non riguarda tanto gli strumenti in sé, quanto piuttosto l’adattamento e l’utilizzo.
I rivenditori sono alle prese con:
- Stack tecnologici altamente frammentati (DMS, CRM, siti web, componenti aggiuntivi)
- Scarsa integrazione dei dati e record multipli di clienti
- Tecnologia che non è chiaramente collegata a problemi aziendali reali.
I principali fattori di insoddisfazione sono:
- Se la tecnologia risolve effettivamente le sfide aziendali principali del concessionario.
- Quanta parte della funzionalità viene effettivamente utilizzata
In breve, ai rivenditori non mancano le caratteristiche, ma la coerenza, strategie tecnologiche coerenti e orientate ai risultati.
Il settore vende ancora funzionalità, non risultati di business
Una frustrazione ricorrente per i rivenditori è che i fornitori di tecnologia spesso si concentrano su ciò che fa il loro prodotto, piuttosto che sul motivo per cui è importante per l’attività del rivenditore.
Niel evidenzia un problema strutturale:
- I rivenditori sono tenuti a valutare da soli soluzioni complesse
- L’onere di “unire i puntini” spetta al rivenditore, non al venditore.
Di conseguenza, sono emersi nuovi ruoli di consulenza e architetti di soluzioni per aiutare le concessionarie a capire:
- Quale tecnologia hanno già a disposizione
- Come (o se) i sistemi si parlano tra loro
- Dove esistono realmente i guadagni di efficienza
L’opportunità per i venditori è chiara: partire dal problema del rivenditore, non dalla demo del prodotto.
L’urgenza dell’AI è reale, ma la fiducia non lo è
L’intelligenza artificiale era ovunque a NAD Ama l’entusiasmo si mescola all’incertezza. I rivenditori si stanno impegnando, in particolare per quanto riguarda le vendite e il marketing, il CRM e le comunicazioni con i clienti.
Tuttavia, i dati CART rivelano una lacuna:
La leadership spesso ritiene che l’organizzazione sia “più avanti” con l’IA rispetto a quanto gli utenti in prima linea sperimentano nella pratica
Un aspetto cruciale, Prontezza all’intelligenza artificiale dipende dalla disponibilità dei dati. Dati scollegati e mal strutturati limitano il valore dell’IA perché, come dice Niel, L’intelligenza artificiale è in definitiva solo matematica applicata ai dati. Se i dati sono disordinati, lo saranno anche i risultati.
In conclusione, l’AI non è una scorciatoia, ma un amplificatore delle basi già esistenti: L’intelligenza artificiale non è una scorciatoia, ma un amplificatore delle basi già esistenti.
Gli OEM cinesi non stanno venendo – sono già qui
Una delle discussioni più interessanti riguarda i produttori automobilistici cinesi e il motivo per cui molti mercati occidentali li sottovalutano ancora.
Punti chiave:
- Gli OEM cinesi hanno acquisito la padronanza della “microproduzione”, ovvero la realizzazione di modifiche redditizie in piccoli incrementi e in tempi rapidi.
- Il feedback sul prodotto può tradursi in modifiche alla produzione nel giro di mesi, non di anni.
- I cicli di sviluppo dei veicoli assomigliano più all’elettronica di consumo che all’industria automobilistica tradizionale.
Questo vantaggio di velocità crea un divario sempre più ampio. Le tariffe possono guadagnare tempo, ma senza un cambiamento significativo rischiano di ritardare l’inevitabile.
I rivenditori, nel frattempo, devono affrontare una vera e propria tensione:
- Opportunità di nuovi marchi rispetto all’investimento in franchising esistente
- La crescita in un’area crea inevitabilmente pressione altrove
Il cambiamento non è teorico, ma operativo, finanziario ed emotivo per i gruppi di rivenditori.
La tecnologia all’interno del veicolo è ora un elemento di differenziazione
I veicoli cinesi stanno arrivando altamente specificati, guidati dal software e progettati per i consumatori nativi digitali.
Niel osserva:
- La tecnologia di bordo è l’ambito in cui il divario di capacità è più visibile
- I consumatori cinesi si aspettano aggiornamenti costanti, simili ai cicli di refresh degli smartphone
Questo mette in discussione le norme da sempre sostenute sui cicli quinquennali dei prodotti e sui rinnovi di metà vita, e costringe gli OEM e i rivenditori occidentali a rivedere le aspettative.
Verifica della realtà EV: le ibride sono il ponte, non un fallimento
Quando si parla di elettrificazione, il pragmatismo domina la discussione.
In mercati come il Canada:
- I climi freddi, le lunghe distanze e le infrastrutture di ricarica limitate rimangono i principali ostacoli.
- I mandati per i veicoli elettrici puri hanno superato la realtà delle infrastrutture
Il risultato probabile?
- A decennio di ibridi – plug-in, a gamma estesa e tradizionali
- Gli ibridi danno fiducia ai consumatori e finanziano lo sviluppo di EV a lungo termine
L’episodio dimostra che l’adozione forzata non crea fiducia, ma la possibilità di scelta sì.
La nuova abilità di cui hanno bisogno i concessionari: la prontezza al pivot
Forse l’insegnamento più importante non riguarda affatto la tecnologia o il prodotto. Si tratta di mentalità.
Niel descrive la crescente necessità per le organizzazioni di essere:
- A proprio agio con l’incertezza
- Pronti ad adattare ruoli, flussi di lavoro e definizioni di valore
- Disposti a sfidare i centri di profitto di lunga data (compresi i modelli F&I)
La vera resilienza non consiste nell’avere le risposte. Si tratta di costruire team e sistemi in grado di cambiare direzione senza farsi prendere dal panico.
Pensiero finale: il cambiamento è inevitabile. RL’attenzione è facoltativa.
Tra tecnologia, intelligenza artificiale, elettrificazione e concorrenza globale, un messaggio emerge chiaramente: l’industria automobilistica non è a corto di cambiamenti, ma di allineamento.
Rivenditori, OEM e partner che si concentrano su:
- Risultati aziendali chiari
- Forti basi di dati
- Strategia a livello dell’intera organizzazione, piuttosto che soluzioni isolate.
sarà di gran lunga meglio posizionata per ciò che verrà dopo.
E come chiarisce questo episodio, ciò che verrà potrebbe arrivare molto più velocemente di quanto ci aspettiamo.